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Dizione più Bene-Dizione

  • With Richard Bandler
    With Richard Bandler
  • With John and Kathleen La Valle

Sono nata in una famiglia che ha sempre dato importanza alle parole.
Mio padre quand’ero piccola suggellava ogni promessa dicendo: “Parola”.
Allora potevo essere sicura che, prima o poi, avrei ricevuto il giocattolo desiderato.
Era solo una questione di tempo.
Mamma da parte sua mi ha trasmesso il suo amore per la lingua Italiana.
Con le sue poesie e i suoi racconti si è distinta in vari concorsi letterari.
Si è diplomata maestra studiando di notte e, dopo altri tre anni di sacrificio e dedizione, si è guadagnata il patentino da giornalista. Oggi scrive per una rivista tutta sua.
Con un background del genere non c’è da stupirsi che abbia cominciato a parlare precocemente.
Il mio Destino era segnato. 🙂
Alla domanda “Cosa farai da grande?” avrei risposto prontamente: “Quel che più mi piace fare: parlare!”
Il resto è storia: l’avventura radiofonica – costellata di talk show, interviste, musica, jingles cantati e speakeraggi per la pubblicità – è durata una decina d’anni.
Nel frattempo imparavo a recitare per il teatro.
In scena ero uno stoccafisso, timida, impacciata…
Ideona!! Avrei usato la mia voce recitando su altre facce, altri corpi: ed eccomi doppia-attrice! 😉
A 25 anni ero già una virtuosa “parlattrice” alla radio, alla tv, al cinema e anche a teatro (come voce fuori campo).
Bingo! I Media sono la mia Casa!

Poi arriva la crisi. Inevitabile, se si vuole crescere.
Eppure parlavo tanto, parlavo di tutto. Divertendomi pure!
Il fatto è che le parole che dicevo erano scritte per altri… Non erano “mie”.
Alla domanda “Cosa farai da grande?” si è sostituita quella più matura: “PERCHÉ fai quello che fai?
Per divertimento? Per denaro? Per quale altro motivo?”
Mi risposi che ero NATA per parlare, per comunicare. Divertendo e divertendomi.
Ho messo a tacere la vocina, sapendo che prima o poi avrei dovuto fare i conti col mio Scopo, la mia Chiamata. La mia Missione, insomma.

Un anno fa, impertinente, la vocina mi chiede: “Per CHI fai quel che fai?”
Ok. Spalle al muro. Per la prima volta sono senza parole.
Proprio io che parlo per mestiere.
“Cara crisi, è a te che devo la mia coraggiosa Scelta: alla Dizione, d’ora in poi, aggiungo Bene-Dizione”.
All’ineccepibile Forma, l’Amore per il Contenuto.

L’alfabeto è lo stesso. Anche le parole sono le stesse.
Ad aggiungersi è la Consapevolezza che “le Parole giuste nel giusto ordine” (Lo Slogan è di Paolo Borzacchiello) possono fare la differenza nella vita di chi parla e in quella di chi ascolta. E creare nuovi percorsi neurali. E persuadere. Influenzare. Ispirare. Guarire. Trasformare. Creare.

Che dono immenso abbiamo ricevuto: il dono della Parola!
Quale Responsabilità abbiamo! Quale nobile Incarico ci è stato affidato!
Il nostro Messaggio è scomodo a volte perché arriva dritto al Cuore, incrinando le nostre Certezze e incoraggiandoci a superare orizzonti a noi familiari.

Grande è il Potere delle Parole proferite o anche solo pensate: Scienza e Teologia sono unanimi su questo!

“In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.”
Giovanni 1:1,3

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